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Superlunaria numero 11

Anno III / Luglio – Settembre 2026
Formato 28 x 42 cm
 14,00

PROVINCE

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Indice


EDITORIALE | 3
LETTERE ALLA REDAZIONE Pagine a cura di Antonio Iannizzotto, Stefania Squeglia | ANNUNCIO EDITORIALE | 4-5
VIENI QUANDO VUOI di Tommaso Moscardini | 6-7
CREMONA >>> NIU YORKE di Mara Tanzillo | 8
VIRTUOSI DEGLI ADDII di Arianna P. Safonov | 9
NESSUNO TI HA INVITATO di Vanni Trentalance | DIZIONARIO SRAGIONATO DELLA CIVILTÀ CONTEMPORANEA a cura di Antonio Iannizzotto | 10-11
MOSSA 78 Rubrica a cura di F.M.: MOLTIPLICARE L’IMPREVEDIBILE di Elisabetta Frezza | FUGHE LUNARI Rubrica a cura di Hans Pfaall | 12-13
IMAGINE ALL THE HOMINES di Gabriele Busti | 14
«IL LICANTROPO» | 15-16
I FATTI DI ALBANOVA di Salvatore Setola | 17
LUNE DI PROVINCIA di Fabrizio Masucci | MELIORA PARANTUR Rubrica a cura di Tommaso Moscardini | 18-19
URBANO E NON-URBANO di Francesca Casu | 20
LIBRI A REAZIONE Rubrica a cura di F.M., V.T. | IL CANTASTROFE AMBIENTALE Rimacce di F.M., Cesare Cuticchia | 21
PAGINA PUBBLICITARIA | 22
LUNARIO | PROMEMORIA | 23

ESTRATTI A CASO DA QUESTO NUMERO
PER NON FAR CAPIRE NIENTE

“C’è tutto e il suo contrario nella provincia: l’orgoglio degli appartati e le smanie d’evasione, la gelosia delle proprie tradizioni e l’ostentata emulazione della penultima moda delle metropoli, la possibilità di rapporti più umani e, perciò, più feroci”.

“Ti piacciono le facciate di tufo e peperino a nudo? Sei (quasi) benvenuto. Non incontrano il tuo gusto? Tanto meglio. Nessuno ti ha invitato. Prosegui pure per Orvieto e Todi”.

“Bensì un’epica per contrario, rimata sullo squallore gentile di un provincialismo più prosaico, vissuto non recuperato, anteriore al fervore televisivo e letterario che fa ora celebri le nostre terre”.

“L’ultimo lavoro di Tommaso Fiasco si inserisce nel solco della tradizione italiana del romanzo civile”.

“E in effetti la sensazione è che, anche se sembrano conoscerlo tutti, Marcello viva da imboscato, forse per non farsi trovare dalla provincia da cui è fuggito”.

“Lo so, pare incredibile che quella civiltà, per certi aspetti anche avanzata, non avesse ancora scoperto e codificato l’Esatta Misura di novantadue minuti per i film…”.

“Questo il suo imperativo morale: innocente o camorrista non fa differenza, il sangue vendemmiato non vinifica mai. Ma non poteva sapere che di mille Cristi proprio lui era stato designato milleunesimo…”.

“I resti di quella borghesia urbana di cui speravi di diventare parte sono adesso trincerati in ermetiche roccaforti, intenti ad arraffare tutto l’arraffabile…”.

“Ma non scoraggiatevi, posteri: la speranza per i giovani del contado di Cuneo arriva direttamente dalle stanze del potere, quelle in cui il ministro della Difesa ha concepito la sua autobiografia…”.

“Ci è voluto poco, in una società a trazione mediatica ormai in totale déshabillé cognitivo, ad allestire con successo il lugubre teatrino di morte”.

“…il refrain di impronta stoica del ‘cittadino del mondo’ – una sorta di Imagine dell’epoca – funse da anestetico culturale a compensare la perdita di ogni residua democrazia municipale”.

“Gianni ha un gusto tutto suo per le esequie. Non ne esistono in città: questi sono animali di provincia”.

“E allora sia, Giovancarlo Scarabozzo: che la tua terribile, meravigliosa avventura d’amore estivo, nel piccolo paese di P., abbia inizio proprio una sera di luna piena e segua il mutevole influsso della ‘pallidovolto’ durante il suo ciclo…”.

“Er ‘sì’ sonava ma mò dimo yesse; / annamo a un laiv invece ch’a un concerto; ’na rappresentazione è ’na kermesse / e si è sordaut vor dì successo certo…”.

“Così anche il paese appenninico semiabbandonato, con pochi abitanti e le poste aperte a giorni alterni, si scopre all’improvviso ‘borgo esperienziale’, pronto a candidarsi a qualche circuito internazionale del tartufo emozionale o del coworking rurale”.

Se, invece, vuoi provare a capire almeno qualcosa di Superlunaria, visita il nostro Videoblog

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